“Se pensate che le persone si sono arrabbiate quando pensavano che il governo volesse togliergli le armi, aspettate che provino a togliergli la felicità. Non torneremo in quei brutti tempi passati di ignoranza e oppressione, dove bisognava nascondere ciò che si era veramente. Lo dobbiamo a chi è morto per i nostri diritti, a chi è morto prima di avere diritti per se stesso. Se riusciremo a superare questo momento difficile, se l’istinto devastante di Trump non ci porterà a un inverno nucleare, dovremo ringraziarlo, perché ci avrà fatto capire quanto è fragile la nostra libertà. La frusta dell’esecutivo, alimentata attraverso twitter, può sferzare ed intimidire, punire ed umiliare, delegittimare la stampa ed dare vita a nemici immaginari con regolarità spasmodica ed una facilmente prevedibile provocazione. E comunque sì, sono la più sopravvalutata, la più eccessivamente premiata e attualmente la più rimproverata attrice della mia generazione.”
Premiata con l’Ally for Equality Award, riconoscimento onorario assegnato ogni anno dalla Human Rights Campaign in sostegno della comunità Lgbt, Meryl Streep è così tornata ad attaccare il neo presidente eletto Donald Trump, che dopo i Golden Globe l’aveva definita l’attrice più ‘sopravvalutata di sempre’.
Peccato nessuno possa intimidire Queen Meryl.